La domanda “densitometria ossea come si fa” è comune tra chi vuole prevenire o monitorare l’osteoporosi. Questo articolo spiega in modo chiaro e aggiornato che cos’è la MOC (densitometria ossea), quando è indicata, come prepararsi e cosa aspettarsi durante la procedura DEXA. L’obiettivo è fornire informazioni utili per pazienti italiani, con indicazioni pratiche, termini spiegati (T‑Score, Z‑Score) e consigli su dove effettuare l’esame in sicurezza.
Punti chiave

- La densitometria ossea (MOC) è un esame diagnostico fondamentale per valutare la densità minerale ossea e prevenire l’osteoporosi.
- La tecnica DEXA è la più comune per la MOC, offre risultati rapidi e precisi con bassa esposizione a radiazioni.
- La preparazione all’esame è semplice: evitare integratori di calcio e indossare abiti senza metalli, senza necessità di digiuno.
- Il referto della MOC include T‑Score e Z‑Score, essenziali per diagnosticare osteopenia e osteoporosi e per guidare la terapia.
- È importante eseguire la densitometria ossea in strutture certificate con personale qualificato per garantire sicurezza e precisione dei risultati.
- La MOC va ripetuta periodicamente in base al rischio individuale e al trattamento in corso, seguendo indicazioni mediche specifiche.
Cos’è la densitometria ossea e a cosa serve (tipi di esame e indicazioni)

La densitometria ossea, spesso chiamata MOC, è un esame diagnostico non invasivo che misura la densità minerale ossea (BMD). Serve principalmente per valutare il rischio di fratture e per diagnosticare l’osteoporosi. Esistono vari metodi: la tecnica più diffusa è la DEXA (Dual‑Energy X‑ray Absorptiometry), ma si usano anche ultrasuoni periferici e, raramente, tomografie computerizzate quantitative.
Indicazioni comuni per richiedere la MOC includono: età avanzata (donne dopo la menopausa e uomini con fattori di rischio), fratture da fragilità, terapie croniche con corticosteroidi, malattie metaboliche o endocrine (ipertiroidismo, ipogonadismo), e monitoraggio della perdita ossea durante trattamenti. In pratica, il medico valuta la storia clinica e i fattori di rischio (fumo, basso peso corporeo, familiarità) e decide se la MOC è appropriata.
La MOC DEXA è rapida e a bassa radiazione: fornisce misurazioni accurate a livello di colonna lombare e anca, aree predittive per le fratture. Gli ultrasuoni periferici (tallone) possono essere usati come screening, ma non sostituiscono la DEXA per una diagnosi definitiva. Per i pazienti italiani è utile sapere che molte strutture pubbliche e private offrono la MOC: il medico di base o lo specialista indicherà il tipo più adatto in base al quadro clinico.
Come si svolge l’esame: preparazione, tecnica dexa e passo dopo passo
La preparazione per la densitometria ossea è minima: generalmente si chiede di indossare abiti senza parti metalliche e di evitare integratori a base di calcio nelle 24‑48 ore precedenti se possibile, per non alterare misurazioni periferiche. Non occorre digiuno. È importante portare eventuali esami precedenti o referti DEXA per confronto.
La tecnica DEXA si svolge così: il paziente si sdraia su un lettino mentre uno scanner a bassa energia passa sopra la zona da esaminare (colonna lombare e anca). L’esame dura mediamente 10‑15 minuti: è indolore e l’esposizione ai raggi è molto bassa (equivalente a pochi giorni di radiazione naturale). Durante l’esame è fondamentale mantenere la posizione indicata dall’operatore per ottenere misurazioni ripetibili.
Passo dopo passo:
- Accoglienza e verifica dei dati clinici: il tecnico spiega la procedura.
- Il paziente si sdraia: posizionamento accurato di colonna e anca.
- Acquisizione DEXA: pochi minuti per area: talvolta si esegue anche la valutazione del femore prossimale.
- Elaborazione dei dati e stampa del referto con T‑Score e Z‑Score.
Per le donne in gravidanza la DEXA è controindicata: se sospetta gravidanza, va segnalato subito. In casi particolari il medico può richiedere scansioni aggiuntive o tecniche diverse (p.es. TC quantitativa) per approfondire alterazioni focali. La MOC non richiede ricovero e spesso è disponibile in regime ambulatoriale.
Come leggere i risultati: t‑score, z‑score, diagnosi e quando ripeterla
Il referto della densitometria ossea riporta principalmente il T‑Score e il Z‑Score. Il T‑Score confronta la densità ossea del paziente con quella di un giovane adulto sano dello stesso sesso: il Z‑Score la confronta con persone della stessa età e sesso. Linee guida internazionali definiscono: T‑Score ≥ −1 normale: tra −1 e −2,5 osteopenia (bassa massa ossea): ≤ −2,5 osteoporosi.
Il Z‑Score è utile nei casi atipici (giovani, donne in pre‑menopausa, uomini giovani): valori molto bassi rispetto all’età suggeriscono la necessità di indagini aggiuntive per cause secondarie di perdita ossea (es. malattie metaboliche, farmaci). Il referto può anche segnalare fratture vertebrali occulte o alterazioni focali: in tali casi lo specialista richiederà esami radiologici o valutazioni ematochimiche.
Quando ripetere la MOC dipende dal rischio e dal trattamento. Linee guida italiane ed europee suggeriscono:
- Ripetizione ogni 1–2 anni se il paziente è in terapia per osteoporosi o ha rapido peggioramento.
- Ogni 2–5 anni per monitoraggio di soggetti a rischio ma stabili.
- Prima di cambiare terapia o in presenza di nuove fratture.
Il medico interpreta i numeri in un contesto clinico: un T‑Score borderline non è da solo una sentenza, ma un elemento da integrare con anamnesi, biometria, fattori di rischio e, se necessario, con indagini di laboratorio (vitamina D, calcio, ormone paratiroideo).
Rischi, precauzioni e dove fare la moc in sicurezza
La densitometria DEXA è considerata sicura: i rischi sono minimi, legati principalmente all’esposizione a radiazioni ionizzanti molto ridotte. Per la maggior parte dei pazienti i benefici diagnostici superano di gran lunga il rischio radiologico. Tuttavia, va evitata in caso di gravidanza o segnalata sempre se c’è il sospetto. Pazienti con impianti metallici nella zona esaminata dovrebbero informare il tecnico perché possono influenzare i risultati.
Per eseguire la MOC in sicurezza è consigliabile rivolgersi a centri con apparecchiature certificate e personale qualificato: radiologi o tecnici radiologici formati per la DEXA. In Italia molte strutture ospedaliere pubbliche e centri diagnostici privati offrono la MOC: conviene scegliere centri con esperienza per ridurre variabilità di misura e ottenere referti confrontabili nel tempo.
Precauzioni pratiche:
- Segnalare farmaci in uso (corticosteroidi, terapie antitumorali) che influenzano l’osso.
- Portare referti precedenti per confronto.
- Informare il centro in caso di recente mezzo di contrasto o esami radiologici che potrebbero interferire.
Infine, quando la densitometria conferma osteopenia o osteoporosi, il percorso include misure non farmacologiche (dieta ricca di calcio e vitamina D, attività fisica mirata, cessazione del fumo) e, se indicato, terapie farmacologiche. Il medico di riferimento, reumatologo, endocrinologo o geriatra, suggerirà il follow‑up più adeguato.
Domande frequenti sulla densitometria ossea
Che cos’è la densitometria ossea e a cosa serve?
La densitometria ossea, o MOC, è un esame diagnostico non invasivo che misura la densità minerale ossea per valutare il rischio di fratture e diagnosticare l’osteoporosi.
Come si svolge l’esame della densitometria ossea con tecnica dexa?
Il paziente si sdraia su un lettino, mentre uno scanner a bassa energia passa sulla colonna lombare e anca. L’esame dura circa 10-15 minuti, è indolore e richiede la posizione corretta per misurazioni precise.
Che preparazione è necessaria prima di fare la densitometria ossea?
La preparazione è minima: indossare abiti senza parti metalliche, evitare integratori di calcio 24-48 ore prima, non è necessario il digiuno, e portare eventuali referti precedenti.
Cosa indicano i valori di t-score e z-score nel referto della moc?
Il T-Score confronta la densità ossea con un giovane adulto sano: valori ≥ -1 sono normali, tra -1 e -2,5 indicano osteopenia, ≤ -2,5 osteoporosi. Lo Z-Score confronta con persone della stessa età e serve per casi atipici.
Quando è indicato ripetere la densitometria ossea?
Si ripete ogni 1-2 anni se in terapia per osteoporosi o rapido peggioramento, ogni 2-5 anni per monitoraggio a rischio, o prima di cambiare trattamento o dopo nuove fratture.
Quali precauzioni occorre prendere per fare la densitometria ossea in sicurezza?
Evitare la DEXA in gravidanza, segnalare farmaci o impianti metallici, scegliere centri con apparecchiature certificate e personale qualificato per risultati affidabili.

Laura è il caporedattore del blog del Centro Medico Imperia. È specializzata nella creazione di contenuti relativi alla salute.